Il certificato di congruità anagrafica

Michele

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2 Responses

  1. funzionario ha detto:

    1. Agognato si scrive così. «Agoniato» non esiste.

    2. Il messo comunale non può rilasciare certificati anagrafici. I certificati vengono rilasciati dall’ufficiale d’anagrafe o dall’ufficiale di stato civile (a seconda del tipo di certificato), che coincide con la figura del Sindaco ma può essere esercitata da un suo delegato. Il delegato è di norma un dipendente di ruolo del Comune. Non esistono limitazioni in ordine ai dipendenti cui possa essere conferito l’incarico, ma, siccome questo incarico comprende un potere di rappresentanza esterna, si tende ad assegnarlo a soggetti di categoria D o quantomeno C.
    I messi comunali sono quei dipendenti che si occupano di notificazioni di atti a domicilio, e sono inquadrati in categoria B.
    La categoria A corrisponde agli ausiliarî (giardinieri, elettricisti, operaî vari), la B agli esecutori, la C agli impiegati di concetto e la D a funzionarî, istruttori direttivi e specialisti (poi c’è la dirigenza).

    3. La dichiarazione sostitutiva di certificazione dev’essere obbligatoriamente accettata da pubbliche amministrazioni e privati esercenti pubblici servizi, limitatamente al pubblico servizio svolto (su concessione ovvero in regime di convenzione o contratto di servizio), ai sensi del DPR 445/2000. In virtù di una riforma introdotta con la legge 183/2011, a tali soggetti è fatto divieto di richiedere certificati in originale. Sono fatte salve le leggi speciali (sicché il notaio, pur essendo un incaricato di pubblico servizio, può richiedere certificazioni in originale, anzi è perfino tenuto a farlo in certi casi, e le certificazioni costituiscono elementi di prova in giudizio).

    4. Mario Rossi Luigi proprio non può esistere. Semmai esisterà Mario Luigi Rossi.

    5. L’attuale legge sull’anagrafe prevede che il nome possa essere composto da un massimo di tre parole. Prima non c’erano limiti. Avere un nome composto da più parole è una cosa diversa dall’avere più nomi. Se c’è la famosa virgola, tutto quello che è scritto dopo la virgola è considerato un nome ulteriore al primo e non è normalmente riportato sulle certificazioni anagrafiche per estratto, né concorre a formare il codice fiscale. Ma se io mi chiamo Mario Giuseppe senza virgola il nome nel mio codice fiscale sarà MRG, mentre se mi chiamo solo Mario sarà MRA.
    Siccome in passato, quando non c’erano i sistemi informatici, si è fatta una grande confusione, il nuovo regolamento attuativo della legge 1228/1954, di cui al DPR 223/1989, ha previsto una norma transitoria che consente a coloro che sono nati prima della sua entrata in vigore che avessero nomi composti da più parole di recarsi presso il comune di nascita per specificare l’uso che si è fatto del proprio nome, di cui è riportata annotazione nell’atto di nascita.

    6. che il certificato non sia tipizzato nei sistemi informativo-gestionali in uso agli enti non implica che non possa essere rilasciato. La prossima volta chiedi di parlare con il capo ufficio (di norma un dipendente di categoria D preposto all’ufficio anagrafe e/o all’ufficio di stato civile del Comune oppure alla sezione di anagrafe e/o alla sezione di stato civile oppure al servizio anagrafico circoscrizionale, a seconda di come è organizzato il tuo comune). Nei comuni piccoli se ne può occupare direttamente il Sindaco (ovvero il commissario prefettizio). Nei comuni maggiori, provvisti di dirigenza, puoi rivolgerti al dirigente del settore cui sono demandati i servizi demografici.

  2. Michele ha detto:

    Ciao “funzionario” … ho accettato con piacere le tue precisazioni, capisco se sei del settore o comunque sei “ferrato” e questo ha dato valore al mio post.
    Il mio articolo è solo la testimonianza di un atto (secondo me) di incompetenza da parte di un piccolo comune ligure, un batti e ribatti durato settimane per poi arrivarci con l’aiuto di un ufficiale d’anagrafe amico di famiglia…come si può capire spesso le cariche dei piccoli comuni sono in mano a persone poco “istruite” ad articoli e competenze.
    Circa la dichiarazione sostitutiva di certificazione ti assicuro che le Poste Italiane per risarcire una polizza vita dove si richiedeva un certificato di congruità anagrafica volevano solo un documento rilasciato dal comune di residenza firmato dall’ufficiale anagrafico, ma forse anche qui parliamo di poca “istruzione” data ai dipendenti.
    Per gli altri errori perdonami, hai pienamente ragione , grazie per aver commentato!

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